Due strategie per realizzare un evento memorabile

08 gennaio 2018

Categorie: Strategia, Eventi, Design Thinking

di Elena Favini

Non contano solo creatività e passione, organizzare un evento è un’attività molto complessa, risultato di uno scrupoloso e attento metodo di lavoro. Quale è il segreto per ideare un concept memorabile?

Saper ascoltare e analizzare il brief dell’evento; individuare target, obiettivi, valori e ideare un concept che sia in grado di veicolarli strategicamente attraverso un canale emozionale e un preciso posizionamento simbolico. Questi i primi step da compiere per sviluppare la vostra idea e contenere imprevisti ed eventuali criticità.

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Organizzare un evento è un’attività che collima a tutti i livelli
con l’elaborazione di un progetto di marketing e comunicazione

Una volta definiti contenuti e temi da trasmettere risulta infatti essenziale elaborare un piano d’azione che permetta di tradurli in opera, declinarli in tutti i dettagli dell’evento e gestire il network di attori che entreranno in gioco per creare la tua experience.

Ti sei mai chiesto quale è il segreto per creare un evento di successo? Come procedere? La metodologia del design thinking e dell’antropologia sono strumenti preziosi per gli organizzatori offrendo una base solida e ragionata al loro modus operandi.

Il Design Thinking è un approccio strategico che deriva strumenti ed efficacia dal metodo utilizzato dai designers per sviluppare idee, mapparle e verificarne fattibilità. Esso fornisce un processo mirato a facilitare la gestione delle differenti fasi operative dell’evento, valutare i rischi, affrontare più facilmente i problemi e aumentare l’efficacia di ogni azione tesa al raggiungimento del focus prefissato.

Un team di planners, che fa proprio questo sistema, assume una prospettiva di analisi dal basso e si cala all’interno del concept, per elaborare ogni volta una rappresentazione customizzata e innovativa, nel rispetto di tempi e budget a disposizione. Disegnare e portare a realizzazione un concept memorabile passa dalla creativa ma meticolosa attivazione di tutte queste risorse in campo: set up del terreno di riferimento, ricerche qualitative, mappature semantiche, definizione di un moodboard & lifestyle, tono di voce, narrazione ed engagement.

Dall’antropologia sociale l’organizzatore può mutuare le potenzialità dell’etnografia e di una visione olistico-culturale per costruire un preciso archivio concettuale, ottenere una prospettiva d’insieme ragionata sull’evento, osservarne criticamente il ciclo di vita, attraverso il pensiero laterale analizzare e interpretare i desideri del cliente in chiave non convenzionale per tradurli in ispirazione, spazi vissuti, linguaggi ed esperienze.

Design Thinking ed Etnografia si traducono in discipline essenziali per ogni team che mira alla costruzione di un concept in grado di solleticare le corde percettive e impattare sul pubblico trasmettendo memorabilità.

 

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Elena Favini

Scritto da Elena Favini

Event planning & Content Marketing

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