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Come non perdere fette di mercato? Diventando inclusivi

16 maggio 2018

Tags: Retail Trends, inclusione, Retail, fashion, beauty

di Valentina Formenti

Stiamo assistendo negli ultimi tempi ad una vera e propria rivoluzione nel mondo del retail, specialmente nei settori fashion e beauty. 

I brand stanno (lentamente) prendendo consapevolezza che offrire un prodotto adatto solamente ad una fetta di consumatori non è più sufficiente. Vediamo sempre più campagne a favore dell’inclusione, che celebrano la diversità in ogni sua forma, dai diversi tipi di corporatura fino alle diverse tonalità di pelle.

Nordstrom, catena di department store americana, ha annunciato che aumenterà l’offerta di abbigliamento curvy grazie a brand specializzati, per soddisfare le esigenze di ogni tipo di cliente. 
Dal prossimo autunno, Nordstrom ospiterà anche taglie oltre la 50 introducendo parallelamente manichini in proporzione.

Uno degli esempi lampanti degli ultimi mesi, valutato molto positivamente dalle communities online, è il lancio della linea make-up Fenty Beauty, fondata da Rihanna. La pop star ha creato una linea di fondotinta con ben 40 colorazioni, che partono dal bianco pallidissimo, passando per le tonalità medie e olivastre, fino ad arrivare a prodotti adatti per le carnagioni dark e deep dark.

fenty-1

Prima del lancio di Fenty Beauty i brand che offrivano prodotti così diversificati si contavano sulle dita di una mano. Si può dire che Rihanna e il suo team creativo abbiano tracciato un punto di non ritorno: tutti i consumatori tenderanno a preferire quei brand che dimostrano di essere per tutti, in un mondo che giustamente non accetta più un unico canone.

Tarte-Cosmetics-Shape-Tape-Hydrating-Foundation-Swatches
Un controesempio è la polemica innescata dal lancio del nuovo fondotinta di Tarte, brand americano di medio-alto livello amato da centinaia di beauty guru. 

Tarte ha pubblicato sul suo profilo Instagram le diverse colorazioni provate su un braccio, scatenando lo sgomento di tutti. Infatti, come si vede dalla foto poi eliminata, ci sono ben 13 colorazioni per pelli chiarissime o chiare, e solo due scure.

Alla beauty community non è sembrato un range di colorazione totalmente inclusivo: infatti non contemplano tantissime sfumature di pelle media o scura.

 

Uno scivolone che ci fa capire come i consumatori si stanno abituando a vedere sempre più diversificazione all’interno delle linee, che devono essere adatti a tutti e non dare alcuna parvenza di discriminazione.

Passando dal beauty alla moda, Rihanna, non contenta dell’enorme successo avuto con la linea di make-up, ha lanciato anche un brand di lingerie, Savage x Fenty. La linea si è subito differenziata per adattarsi ai più disparati tipi di forme, senza la paura di mostrare modelle diverse dal canone usuale della moda.

Savagexfenty_Rihanna

Recentemente il colosso Asos, e-commerce del settore fashion e lifestyle, ha introdotto un nuovo modo di visualizzare i vestiti. I capi non vengono più mostrati indossati su una sola modella, ma su diversi tipi di fisici. In questo modo Asos facilita la scelta e l’acquisto di vestiti a consumatori con le più disparate esigenze.

 

Asos

Inoltre, da tempo Asos si differenzia da altri e-commerce per la presenza di diversi tipi di categorie, caratterizzate da facile navigazione che rende la ricerca del vestito perfetto molto più semplice. C’è la categoria curvy, per ragazze formose; tall, per le donne con gambe lunghe e particolarmente alte; petite, categoria dedicata alle clienti con un fisico minuto.

Anche la Disney si allinea con questa presa di consapevolezza, sviluppando la nuova coloratissima linea Rainbow Mickey Collection, che ha come filo conduttore i colori dell'arcobaleno. Topolino diventa così paladino della parità e dei diritti LGBTQ+, e la Disney donerà il 10% dei ricavi delle vendite della capsule a GLSEN, organizzazione educativa che si batte per la sicurezza e l’inclusione di studenti LGBTQ+ nelle scuole americane.

Tutti questi esempi ci fanno capire che, dal punto di vista del business, è importante comunicare al consumatore che i brand sono pronti ad accogliere ogni tipo di cliente, senza distinzione, altrimenti si potrebbe incorrere nell’effetto Tarte. In parallelo, si sottolinea l’importanza di differenziare l’offerta, per essere totalmente inclusivi e non perdere nessuna fetta di mercato.
 
 
 
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